vetreria_esterno4La Vetreria Teatro

Un luogo insolito rispetto all’attività che ha deciso di ospitare poiché solo esteriormente ha mantenuto l’aspetto che appartiene al suo appellativo.
Facendo una breve visita all’interno infatti, ci si trova immediatamente di fronte ad una schiera di poltrone bianche e a dominare lo spazio è l’imponente palco 7 metri x 4 … avete capito bene : ci troviamo in presenza di un piccolo teatro.
L’idea nasce nel dicembre del 2012 dalle menti “squilibrate” di un padre (il vulcano di idee) ed una figlia (la folle teatrante) che sentono la voglia di portare una cultura teatrale (ignota) nella splendida cornice di Castiglione del Lago.
Dopo un’attenta ricerca trovano un vecchio stabile, una vetreria andata in fallimento a pochi passi dalla stazione ferroviaria (quindi ben collegata per chi viene da fuori) e dal centro abitato (ottima per chi abita qui); si innamorano di quel luogo così inconsueto rispetto al canone dei luoghi deputati ma ricco di spunti per teatranti convinti ed ha inizio un continuo cantiere di fantasia da organizzare e utilizzare.
Purtroppo per numerosi motivi abbiamo dovuto chiudere questo spazio meraviglioso ma le attività de La Vetreria non si fermano.. continuano a viaggiare in giro per l’Italia.
Angelica ed Andrea

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Quando si pensa al vetro, il primo carattere di attribuzione è la fragilità.
«Fragilità» ha la stessa radice di frangere, che significa rompere. La fragilità di un vetro pregiato: bello, elegante, ma basta poco perché si frantumi e si trasformi in frammenti inservibili. Conoscendone la natura, si deve stare attenti a come lo si usa, a come lo si conserva: occorre tenerlo lontano da luoghi in cui si compiono azioni d’impeto, perché altrimenti quel vetro pregiato si fa nulla, solo ricordo.
Così l’essere umano, ha una sua fragilità, una delicatezza che lo distingue dalle altre speci viventi ( a quanto pare) per la doppia natura del suo interno ed esterno.
Se le due parti non coincidono (e nella maggioranza dei casi questo accade), nella sua struttura vengono a formarsi piccoli cretti che tendono ad ingigantirsi e a ledere completamente entrambe le facciate di questa splendida macchina vivente.
L’uomo da sempre è alla ricerca di un equilibrio delle due parti e un giorno nel suo percorso di vita si è trovato di fronte ad un potente mezzo di comunicazione, un rimedio atto a purificare la coscienza dai moti latenti che preoccupano e creano disagio al suo essere così meraviglioso ma incredibilmente complicato.
Quel giorno si sentiva particolarmente ispirato ed ha cercato, trovato, inventato, creato, esplorato ed incommensurabilmente amato IL TEATRO!
Che cosa vuol essere la vetreria dunque, se non il luogo, l’habitat, il punto di riferimento di ogni uomo?!
“Chi fosse veramente, e quale fosse il suo posto e ruolo in quella vita che lo aveva di fatto segnato e costretto a vivere dentro una campana di vetro – sì, di vetro appunto, perché fragile – fragile come lui, l’uomo di vetro.”